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Auld Lang Syne (Il valzer delle candele), la musica che ha ispirato la missione

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view post Posted on 18/11/2010, 23:04 Quote
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Auld Lang Syne, nota in Italia come "Valzer delle candele", è una canzone tradizionale diffusissima nei paesi di lingua inglese, dove viene cantata soprattutto nella notte di capodanno per dare l'addio al vecchio anno e in occasione di congedi, separazioni e addii (per esempio dai compagni di classe alla fine di un corso di studi, o dai commilitoni al temine del servizio militare, o dai colleghi di lavoro in occasione del pensionamento di uno di loro, o ancora per salutare gli amici conosciuti in vacanza al momento del rientro).

Il titolo della canzone, Auld Lang Syne, è un'espressione scozzese ormai accolta anche nei dizionari inglesi dove è tradotta letteralmente come “old long since”, o, in modo meno aderente all'originale scozzese ma senz’altro più corretto, “the good old days” nel senso de “i bei tempi andati”; il testo della canzone è un invito a ricordare con gratitudine i vecchi amici e il tempo lieto passato insieme a loro.

La stesura della musica originale si fa risalire al musicista Davide Riccio (o Rizzio) cantore, liutista e compositore piemontese ( Torino ca. 1525 - Edimburgo 9-III 1566). Dopo essere stato al servizio di Casa Savoia, insieme al fratello Giuseppe si reco in Scozia a seguito della delegazione torinese 1561, e fu assunto al servizio di Maria Stuarda. Il brano anticamente non era un valzer, ma si presentava nella scansione ritmica del 4/4. (Enc. Utet: Le biografie, K.Elliot, Grove).

Nel 1792 Robert Burns, poeta nazionale scozzese, pubblicò “Select Collection of Original Scottish Airs”, un libro che raccoglieva circa 100 ballate scozzesi da lui trascritte e rielaborate. Tra queste figurava Auld Lang Syne rielaborato in forma di valzer.

In Scozia è tradizionalmente cantata nel corso delle celebrazioni di Hogmanay, il capodanno scozzese. Insieme agli emigranti scozzesi si diffuse presto in tutta la Gran Bretagna e in America.

Gli archivi dei giornali americani conservano articoli risalenti al 1896 che dimostrano come già allora, sulle due sponde dell'Atlantico, fosse usuale salutare l'anno nuovo sulle note di “Auld Lang Syne”. Se ne riportano di seguito due esempi:

Festeggiamenti a Lenox (Massachusetts) - Nella grande sala da ballo gli ospiti, tenendosi per mano, hanno cantato “Auld Lang Syne” allo scoccare del dodicesimo rintocco che segna l'arrivo del nuovo anno. The New York Times del 05-01-1896, p. 10.

Notte di capodanno a Londra - L'addio al vecchio anno è stato celebrato a Londra per lo più nel solito modo. I residenti scozzesi si sono riuniti fuori della St. Paul's Church e hanno intonato “Auld Lang Syne” non appena è risuonato l'ultimo dei 12 colpi del campanile. Washington Post del 02-01-1910, p. 12.

Il direttore d'orchestra Guy Lombardo contribuì a rendere popolare il pezzo in America e a legarlo indissolubilmente ai festeggiamenti di capodanno, eseguendola annualmente, a partire dal 1929 e per più di 30 anni, nel corso di una popolarissima trasmissione radiofonica e televisiva di fine anno.

Negli Stati Uniti è considerata la canzone della vigilia di capodanno (The New Year’s Eve song) per eccellenza ed è stata incisa da innumerevoli artisti in decine di versioni, spesso diversissime tra loro: da quella ormai classica dell'orchestra di Guy Lombardo fino a quella psichedelica di Jimi Hendrix, passando per Louis Armstrong, Frank Sinatra, i Platters, i Beach Boys, Bruce Springsteen e molti altri.

Popolarissima anche fuori del mondo anglosassone, la melodia di Auld Lang Syne in Italia è spesso chiamata "Il valzer delle candele”; in Francia è conosciuta con il titolo "Ce n'est qu'un au revoir" (È solo un arrivederci) e con testo francese; in Corea del Sud era addirittura la musica dell'inno nazionale Aegukga, prima che il compositore Ahn Ik Tae scrivesse una nuova melodia al testo preesistente; in Giappone è la base melodica di Hotaru no hikari (La luce delle lucciole), un celebre inno studentesco.

A seguire il testo

CODICE
Should auld acquaintance be forgot,
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot,
And auld lang syne?

For auld lang syne, my dear,
For auld lang syne,
We'll tak a cup o' kindness yet,
For auld lang syne.

And surely ye'll be your pint-stowp,
And surely I'll be mine!
And we'll tak a cup o' kindness yet,
For auld lang syne.

For auld lang syne, my dear,
For auld lang syne,
We'll tak a cup o' kindness yet,
For auld lang syne.

We twa hae run about the braes,
And pu'd the gowans fine;
But we've wandered mony a weary fit
Sin' auld lang syne.

For auld lang syne, my dear,
For auld lang syne,
We'll tak a cup o' kindness yet,
For auld lang syne.

We twa hae paidled i' the burn,
Frae morning sun till dine;
But seas between us braid hae roared
Sin' auld lang syne.

For auld lang syne, my dear,
For auld lang syne,
We'll tak a cup o' kindness yet,
For auld lang syne.

And there's a hand, my trusty fiere,
And gie's a hand o' thine!
And we'll tak a right guid-willie waught

For auld lang syne.

For auld lang syne, my dear,
For auld lang syne,
We'll tak a cup o' kindness yet,
For auld lang syne



Fonte




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